Continuano, in prossimità delle più importanti partenze per l’estate, gli allarmi del Ministero e non solo. L’ultimo è del Ministro Delrio, che fa una dichiarazione piuttosto perentoria a proposito del numero di incidenti che avvengono a causa dell’utilizzo del cellulare alla guida:

L’ottanta percento degli incidenti stradali gravi è derivante dall’utilizzo del cellulare quando si guida. In media muoiono dieci persone al giorno in Italia per incidenti automobilistici, dobbiamo mettere in campo azioni nuove, fare qualcosa di innovativo.

Queste le sue parole durante l’incontro con l’UNRAE. Moltissime sono le campagne di sensibilizzazione, dalla #GUIDAeBASTA (con tanto di app apposite per facilitare questo distacco dalla tecnologia e imparare a restare più attaccati alla propria vita e a quella degli altri)a quella nuova della compagnia telefonica Tim, “Non digitare mentre guidi”. Ma ora, questo dato sulla gravità del fenomeno pone decisamente i riflettori sui comportamenti che abbiamo molto più spesso di quanto non ci rendiamo conto, in linea di massima.

In coda, in autostrada solo per controllare una veloce notifica. L’ossessione della connessione ha un elevatissimo costo di vite umane, tra provocanti e coinvolti incolpevoli. È una nuova piaga della mobilità, che ha bisogno di nuovi e mirati interventi di educazione stradale, non solo di norme che, all’apparenza, sanno spesso di asettico. Ci vuole sensibilizzazione tra i giovani e non solo (in fondo non sono solamente i neopatentati, ad avere uno smartphone e a guidare con esso sempre a portata di mano), una rieducazione anche dei guidatori più “esperti” che proprio in luogo di questo si sentono sicuri, e un vero controllo sul territorio.

Ma tutto questo basterà a farci rendere effettivamente conto del rischio che corriamo, ogni volta che rispondiamo a un messaggio o controlliamo su quale foto siamo stati taggati?