venerdì feb 8
Flip e flop, scartati agli inizi, oggi diventano cool!
di Alessandro Ponti
giovedì, 29 luglio 2010 10:33 in Curiosità, Feature

Quali sono gli aspetti che fanno di una vettura un gioiello rivoluzionario o un grandissimo bidone? Ovviamente le vendite… Milioni di Euro, Dollari o Yen investiti in progettazione e ricerca devono pur rientrare nelle casse delle marche automobilistiche in qualche modo, e se la vettura in questione è “respinta” dal mercato (o più semplicemente “non piace”) ecco qui che ci troviamo di fronte al tanto temuto “flop”. Il motivo principale di tutti i grandi fallimenti? Naturalmente il look.

A quest’ultimo vengono associate molte dichiarazioni ufficiali che giustificano i “brutti anatroccoli” di turno; allora si sentirà dire che la nuova auto “era un progetto troppo moderno”, oppure che “il pubblico non era ancora pronto”, o ancora che “i progettisti hanno voluto osare troppo”. Ci sono però sempre delle gradite sorprese. A distanza di molti anni infatti, a produzione più conclusa quindi, capita che qualche “epico” fallimento si trasformi nell’oggetto del desiderio di qualche collezionista di auto bizzarre. In questo modo si alimenta l’ormai consolidato “business” delle aste (tradizionali e online) di modelli che hanno fatto “storia” (nel bene o nel male) composto dai tanti vecchi “brutti anatroccoli” che come per incanto, a distanza di molto tempo si ritrovano trasformati in cigni. Per esempio la De Tomaso Pantera (nella versione 1971-75) non ebbe ad esempio il successo sperato.

Le prestazioni da vettura sportiva, in un periodo in cui la benzina subiva pesanti rialzi, non erano ben accette e di conseguenza furono vendute solo poche unità. Senza contare l’affidabilità ch rappresentava un altro tallone d’Achille della vettura. Oggi, proprio a causa della sua rarità, può valere tra i 30.000 ed i 50.000 €. C’è qualcuno poi, che ricorda la Fiat Jolly del 1958. Si trattava di una versione particolare della Fiat 500 rivolta alla platea dei “neo ricchi” italiani. Il suo ruolo era quello di vettura ideale per i proprietari di yacht che avrebbero dovuto sfruttarla tra un ormeggio e l’altro.

La vettura, in pratica, consisteva in una 500 Cabrio con dei sedili in vimini; oggi ne circolano circa 100 pezzi , forse anche per la scarsità di barche di lusso negli anni Sessanta. Proprio a causa di quest’ultimo motivo i prezzi oggi si aggirano tra i 25.000 e i 45.000 €. Un altro epico “flop” si chiama invece Amphicar, proviene dalla Germania ed è l’unica automobile anfibia prodotta in serie e rivolta al pubblico di massa. Delle 20.000 che dovevano essere vendute trovarono un acquirente solo in 4.000 e l’idea dell’auto dalla doppia faccia “asfalto e acqua” naufragò(nel vero senso della parola). Oggi la vettura capace di nuotare non manca mai nei “lotti automobilistici” delle aste più prestigiose e stravaganti a prezzi decisamente elevati: non meno di 20.000 Euro, ma si può salire fino a 45.000 per gli esemplari in buono stato.

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